Rozzano

Veduta del centro storico di Rozzano negli anni '20

Alcuni studi fanno risalire l’origine del nome “Rozzano” al legionario romano Rutius. Ricerche più recenti e maggiormente accreditate, invece, fanno risalire l’origine del nome alla radice “Roz” ed alla desinenza “-anum”. Roz deriva dal latino, Rutius o Rotius traduzione derivata dall’Indoeuropeo “Rudh”, ovvero “rosso”. Lo spunto originerebbe dal colore della terra. Un’ipotetica pista commerciale lungo il fiume Olona, un tempo rigoglioso corso d’acqua anche nel sud Milano verso Binasco e Lacchiarella, fa ipotizzare che le popolazioni Celtiche utilizzassero il territorio di Rozzano come passaggio.
Il toponimo Rozzano non sarebbe di origine romana, perché le carte medievali non riportano alcun fundus, proprietà privata a Rozzano, a differenza di quelle che oggi sono frazioni, ovvero Quinto de Stampi, Pontesesto e Cassino Scanasio, località di indiscutibile origine romana.
Questi centri furono edificati quando si costruì la strada consolare, lunga 21 miglia, Mediolanum-Ticinum, che iniziava da Porta Ticinese e proseguiva in linea retta fino a Pavia. Molti secoli dopo, lo stanziamento di famiglie Longobarde nel territorio rozzanese lasciò importanti tracce nei documenti di compravendita dell’XI e XII secolo.

Il più antico documento riguardante Rozzano risale al 1010 e reca il nome di un antico feudatario, forse di origine longobarda, della nobile casata degli “Stampa”. Altri documenti del medesimo secolo legano alla famiglia Lanzone alcuni territori della “Cascina Scanasena”, mentre dal XII sec fanno la loro comparsa i “da Rozzano”, famiglia autorevole con incarichi pubblici di rilievo i cui membri risiedevano a Milano. Furono impiegati dalla curia milanese per risolvere molte controversie. Rozzano entrò anche nelle cronache medievali per una cruenta battaglia, svoltasi nelle campagne di Cassino Scanasio nell’ottobre del 1239, che vide prevalere le forze dei comuni lombardi su quelle imperiali di Federico II, che portarono alla sconfitta dell’Imperatore ed alla sua ritirata definitiva dall’Italia. Nel medioevo, Rozzano e le località limitrofe dipendevano, per la loro vita pastorale e religiosa, dalla Pieve di Locate, che aveva il suo centro a Pieve Emanuele. Successivamente i canonici operarono stabilmente nelle varie chiese sorte sul territorio; esse, tuttavia, acquisirono lo status di parrocchie autonome solo dopo il Concilio di Trento.

Chiesa di Cassino Scanasio, primi del '900

Via Fratelli Cervi negli anni '20

A partire dal XV secolo, la maggior parte dei documenti concernenti Rozzano è di natura ecclesiastica: il paese è infatti citato negli atti relativi alla richiesta di contributi a sostegno del primo seminario istituito a Milano, indirizzata da San Carlo Borromeo al curato della città di Rozzano. Questi documenti offrono una vera e propria “fotografia” della situazione umana, territoriale, sociale ed economica di Rozzano e dei centri limitrofi: Rozzano contava di 41 famiglie e 223 abitanti, altri 69 erano a Torriggio, 40 a Perseghetto, 64 a Gambarone, 32 a Ferrabò, 10 a Zavatera e 20 a Bissone. Unendo a questi gli abitanti di Cassino, si ottiene un totale di 636 abitanti.
Nel 1760, sotto il governo dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, venne ultimata la compilazione delle 2387 mappe comunali del celebre Catasto teresiano: la mappa di Rozzano presentava numerose vie d’acqua e diversi nuclei abitativi; i fondi erano distribuiti tra una decina di proprietari, tra cui spiccavano i marchesi Bosio, il marchese Abbate Colombo e la confraternita delle Suore di S. Valeria; il paesaggio agricolo era dominato dalle risaie, dall’arativo e dal prato da foraggio; veniva regolarmente praticata la rotazione agraria e sul territorio sorgevano le strutture necessarie per una prima trasformazione dei prodotti cerealicoli, come ad esempio i mulini.
 
Il primo governo a configurare il Comune di Rozzano così come oggi è, fu quello di Napoleone che nel 1809 decretò l'annessione di Torriggio e nel 1811 quelle di Cassino Scanasio, Pontesesto e Quinto de' Stampi. Gli austriaci dapprima annullarono tutto nel 1816, ma poi ci ripensarono riguardo a Torriggio e Cassino Scanasio nel 1841, mentre fu Vittorio Emanuele II nel 1870 a sancire l'unione finale con Pontesesto, che portava in dote anche Quinto.
La storia del Comune di Rozzano non presenta, nel periodo compreso tra la fine della dominazione austriaca e la prima metà del XX secolo, episodi di rilievo. In tale periodo il territorio conservò inalterata la propria vocazione agricola grazie all’esistenza di una rete di canali di irrigazione capillare ed efficiente. Fino alla fine degli anni Cinquanta l’incremento demografico fu minimo, tanto che, ancora nel 1955, Rozzano contava solo 3.170 abitanti, e l’attività industriale era rappresentato dalla Société Anonyme Filatures de Schappe, la cui attività cessò già nel 1953, mentre la maggior parte della forza lavoro restava impiegata nel settore primario.


Il quartiere IACP in costruzione, anni '60

All’inizio degli anni Sessanta, la realizzazione di nuove abitazioni e l’installazione nel territorio di piccole industrie e officine artigianali determinano il raddoppio della popolazione. Tuttavia, è nel periodo successivo che si assistette al vero boom demografico: la realizzazione di grandi condomini e la costruzione del quartiere IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) favorì il continuo aumento della popolazione, che nel 1972 contava 34.457 abitanti, in larga misura immigrati.
Oggi Rozzano conta 42.524 abitanti ed una superficie totale di 12,24 km².



Bibliografia