Il paesaggio Agricolo


Durante i secoli XI e XII presero avvio quelle opere di bonifica e di significativa trasformazione del paesaggio agrario italiano che avrebbero caratterizzato a lungo intere regioni della penisola italiana. Durante l’età rinascimentale, il governo di Milano iniziò ad amministrare una pianura irrigua, che raccoglieva i primi frutti di bonifiche iniziate durante i secoli precedenti. E infatti il prato irriguo, la marcita e la possibilità di ottenere, grazie all’abbondante foraggio, la stabulazione del bestiame, furono in quei secoli elementi fondamentali della produzione agricola.



Diversi sono i richiami al territorio agricolo di Rozzano e della bassa Milanese nel corso del ‘800, da parte di grandi pensatori e famosi agronomi di quel tempo: per esempio, l’agronomo inglese A. Young nel 1794 descrive così le irrigazioni del milanese: “Sono forse le più importanti del mondo, e certamente almeno, le prime che siano state intraprese in Europa dopo la caduta dell’Impero Romano; (...) Da ciò che ho potuto vedere in fatto di irrigazioni è qui (nella Bassa) che si trovano gli esempi più sorprendenti”.
Carlo Cattaneo, invece, nel 1847 spiega il funzionamento delle risaie che caratterizzano la Bassa Milanese: “La risaia richiede acqua costante dal tempo della smina a quello della maturazione, tranne breve intervallo in cui si asciuga per rimondarla dalle erbe. Richiede uno stato d’acqua assai più alto che non la marcita e offre l’aspetto di un vero allagamento”.



Mondine nelle risaie rozzanesi, anni '20

Per quanto riguarda l’agricoltura del nostro territorio, Stefano Francesco Jacini, futuro ministro dei lavori pubblici nel Regno di Italia, nel 1860 afferma: ”Questa è una agricoltura affatto speciale del nostro paese e per mezzo di essa si è pervenuto a cavare dalla terra la massima produzione che forse si conosce in Europa; poiché nelle marcite l’erba foltissima si taglia ogni 60-70 giorni. La vegetazione non arrestandosi mai, permette che le vacche si alimentano di foraggio verde tutto l’anno, con una interruzione che dura poco più di un mese e ciò ha grandissima influenza sull’abbondanza del latte”
L’agronomo J.F. de Chàteauvieux invece pone l’attenzione sull’abbondanza di natura che caratterizza la Lombardia e in particolare la Bassa Milanese: “Il rigoglio delle piante è tale che in quasi tutta la Lombardia, l’occhio del viaggiatore non può spaziare oltre; si muove in un orizzonte sempre velato che viene scoperto mano a mano che avanza”.


Rozzano, contadini al lavoro nei campi, anni '20


Lavorazione dei campi rozzanesi ai piedi della torre Telecom