Cassino scanasio


La storiografia sul territorio di Cassino Scanasio si riconduce principalmente alla presenza del suo Castello, che l’ha visto passare nei secoli da fortificazione a dimora privata, e da alcuni documenti ecclesiastici, dove sono stati riscontrati riferimenti sulla chiesa di San Biagio.
L'origine del castello di Cassino non è di immediata datazione, documenti degli anni intorno al Mille citano, a proposito di passaggi di eredità, beni situati nel luogo casinae scanasane, toponimo dall'etimo incerto, probabilmente derivato dal soprannome di persona "scana asen", ovvero "scanna asino", oppure, secondo altre fonti, il doppio toponimo, formatosi probabilmente in età medievale, è legato alla funzione agricola (Casinae = cascina) e di allevamento del bestiame (scanna asino) che, probabilmente, veniva esercitata all’interno del complesso edilizio che lì ancora sorge.



Castello Visconteo di Cassino Scanasio, anni '60

L'esistenza di un edificio rurale fortificato sarebbe documentata già a partire dall'XI secolo, ma la sua effettiva presenza territoriale è riconducibile alla più tarda epoca signorile. Nel '400 il castello venne restaurato e l'intero borgo divenne una sorta di casale agricolo fortificato. Nei primi anni del XVI secolo, il complesso venne acquistato dalla famiglia Trivulzio che ne trasformò complessivamente l'immagine. Esso si trasformò da "castrum" in dimora di campagna con la costruzione delle torri cilindriche tuttora visibili. L'intero complesso di fabbricati venne ristrutturato con la costruzione di un grande edificio attorno ad una corte, posto sul lato sud della rocca, ancora visibile nelle nostre mappe catastali, contenente le dimore per i contadini, le stalle e le attrezzature agricole.

II XVII secolo vede un lento degrado fisico e di ruolo della rocca e del borgo, con numerosi passaggi di proprietà e concessioni in feudo da parte dell'autorità ducale. Nel 1634 il castello ed il borgo vennero concessi dal Duca di Milano e Re di Spagna Filippo IV, a Giovanni Pirovano nominato marchese. Feudo e titolo passarono successivamente alla famiglia Della Croce (1673) e Pinottini (1743), per ritornare infine ai Pirovano, marchesi di Modrone, che imparentatisi con i Visconti diede vita ad un ramo cadetto del casato, i Visconti di Modrone, proprietari del castello e dei fondi dal 1836. Restaurato e risanato esso riacquistò importanza nel sec. XVIII, trovandosi in posizione centrale nell'epoca delle grandi trasformazioni agrarie della Bassa milanese. Le mappe del catasto teresiano ci mostrano l'immagine del territorio di Cassino come una figura allungata con orientamento NE/SO. La strada per Pavia, affiancata dal "navigliaccio", costituisce l'asse di tale figura, che vede in posizione baricentrica la rocca viscontea ed il complesso delle costruzioni rurali.

Castello di Cassino Scanasio, 1920

Castello di Cassino Scanasio, 1920

Ciò che nella percezione attuale del paesaggio costituisce margine e limite, l'asse strada/naviglio, appare nella mappa come perno centrale attorno cui si dispongono le aree coltivate e lungo il quale si sviluppano gli insediamenti. Due mulini sfruttano il corso del canale, non ancora divenuto naviglio, insediandosi in prossimità del ponte, nel luogo ove più tardi sorgerà la Filatura Gaddum, poi de Schappe. Gli insediamenti sono concentrati nei pressi della rocca viscontea attorno alla quale si articolano i corpi di una cascina con altri fabbricati rurali, un'osteria, la chiesa e la strada per il cimitero che prosegue in direzione di Rozzano. Più della metà (56,7%) dei fondi del territorio di Cassino appartengono al marchese Nicolò Visconti, compreso un mulino e, naturalmente, gran parte dell'area edificata. Tra le altre proprietà si distinguono quelle dei nobili Pietro Batta Ferrario (9,7%), famiglia importante del territorio di Rozzano, G. Ferrario (12,2%) e A. Alciate (9,6%). Sino alla fine dell"800 e ai primi anni del '900 non si hanno notizie di cospicue trasformazioni. A quest'epoca infatti risalgono la demolizione della grande cascina e l'edificazione dei due corpi di fabbrica attualmente visibili con archi a sesto acuto e decorazioni in cotto di gusto neogotico. Ma l'intervento forse più interessante dell'epoca, che appare oggi spaesato, nascosto dai muri diroccati del complesso e in condizioni di degrado, è costituito dalla creazione di un piccolo parco "all'inglese" tra il castello e la strada per Pavia.


Chiesa di Cassino Scanasio - San Biagio, inizi '900

La storia successiva del complesso è fatta di lento abbandono e degrado delle costruzioni.
Altro elemento di interessante importanza sul territorio di Cassino è la chiesa di San Biagio, la cui esistenza della chiesa di “San Biagio in Rozzano” è documentata, fin dalla fine del XII secolo, tra le dipendenze della Pieve di Locate.


Edifici rurali nel complesso del Castello Visconteo, 1970
 

Bibliografia: