Itinerari plastici

Sul territorio di Rozzano sono state collocate - tra il 2005 e il 2008 - una serie di opere di importanti scultori italiani -Pasquale Martini, Nino Cassani, Luciana Matalon, Giacomo Sparasci, Claudia Canavesi e Nadia Galbiati-  vincitori del concorso “Rozzano città d’arte”, indetto nel 2004 dall’Assessorato alla cultura. I lavori, realizzati con pietre pregiate o metallo (Corten, bronzo), nobilitano con la loro presenza alcune piazze della città e costituiscono un interessanre itinerario per gli appassionati di scultura e d'arte in genere.

“Struttura rotante” (pietra) Pasquale Martini  2004-2005 
via Franchi Maggi (Quinto Stampi) 
Le sculture di Martini sono cariche di significati pregnanti e primordiali, legati alla riproduzione, forse all’evoluzione e alla conservazione della specie. In questo caso la forma sferica della scultura rimanda all’uovo, e cioè quindi all’atto della nascita.


  “Città Sole”(cor-ten) Luciana Matalon 2013
via Eugenio Curiel

Vincitrice del concorso “Sculture pubbliche per la città di Rozzano”, la scultura è composta da un grande disco di oltre 4 metri di diametro, fissato su uno stretto braccio a forma di spirale con uno sviluppo di 21 metri, che ne conferisce un’elegante dinamicità, per un’altezza complessiva di 12,5 metri. Al di sopra della città, come un ombrello di luce, il semi-disco del sole. La spirale e la parte inferiore del disco sono realizzate in acciaio cor-ten e lasciate a nudo in modo che possano ossidarsi, donando alla scultura la tipica colorazione brunita. Le parti in bronzo, città e saetta centrale, sono state patinate con nitrato di ferro e sfumate con parti lucide a specchio. Il semi-disco è stato lucidato completamente a specchio.



   
La Porta di Rozzano” Giacomo Sparasci (cor ten),
rotonda via della Cooperazione.

La scultura si ispira alle forme e alle forze della natua, tanto da definirla scultura ambientale, non vuole rappresentare una violazione della natura, ma bensì una forma di integrazione del paesaggio. L'intento è di fondere i contenuti tridimensionali e concettuali della scultura contemporanea con il potenziale ambiantale dell'ardchitettura paesaggistica. Infatti la Porta all'osservatore appare frontalmente leggera, esile, segna lospazio con linee verticali e irregolari, assecondando la natura nelle sue trasformazioni, mentre ben si comprende la solidità del simbolo che rappresenta, man mano che lo spettatore gli ruota intorno.

 

“Scultura rotante” (pietra) Nino Cassani 2004-2005
piazza Berlinguer.

La pietra per Cassani non è solo materia o forma, ma, in quanto dotata di valenze significanti di vario ordine e specie, è anche contenuto. In primo luogo la sua “antichità” le assegna il ruolo di custode del tempo, testimone d’ogni vissuto umano; essa è frammento di natura evocatore di profonde suggestioni ed è dotato di bellezza intrinseca, una bellezza discreta, muta e primordiale.






 
  “Essere acqua cheta” Claudia Canavesi e Nadia Galbiati 2005, giardino centro culturale Cascina Grande di via Togliatti.

Per entrambe, il processo artistico non è qualche cosa di statico, ma un’inclinazione umana che affonda saldamente le sue ragioni nel dinamismo e nell’attività. L’arte, collocata nel tempo e nel suo ininterrotto fluire, è dialogo con la materia e relazione in divenire con il mondo dell’uomo e della natura.
 

Bibliografia:
  • Itinerari plastici, 5 incontri con la sculturaa cura di Franco Migliaccio, 2005