una via d'acqua tra milano e pavia

Il naviglio Pavese ha l'incile alla darsena di Porta Ticinese, che lascia in direzione sud-sud-ovest proseguendo praticamente rettilineo fino a Binasco, al confine della provincia di Milano. Qui entra nel territorio del Pavese volgendo a sud-sud-est e prosegue di nuovo rettilineo sino a Pavia, che attraversa costeggiandone l'antico margine orientale fino a sfociare nel Ticino nella darsena di viale Venezia.
Fino circa alla metà del XX secolo fu intensamente utilizzato per la navigazione mercantile; gli ultimi barconi da trasporto lo percorsero nel 1965, oggi viene utilizzato esclusivamente come canale irriguo, anche se si tenta di ripristinare un servizio di navigazione di diporto ed è tratto fondamentale per l'auspicata idrovia Locarno-Venezia.



Il tratto iniziale del Naviglio Pavese a Milano in una foto degli anni '30


Il naviglio è lungo 33,1 chilometri; il dislivello tra la darsena di porta Ticinese e il Ticino è di 56,6 metri, dei quali 4,40 sono superati dall'inclinazione del fondo, mentre agli altri 52,2 provvedono dodici conche con cascate, delle quali due doppie. Dal punto di vista idraulico, il tratto fino a porta Stoppa di Pavia (di navigazione e irrigazione, con ben otto conche), lungo oltre 31 chilometri, si distingue dal successivo e brevissimo di sola navigazione (quattro conche con le due doppie) che, pure, supera nei suoi due chilometri scarsi il 40 per cento del dislivello. L'ultima conca era assai profonda, in modo da potere funzionare sia in regime di massima piena che di estrema magra del Ticino. Dopo quest'ultima conca c'è una darsena lunga 120 metri e larga 60 che all'epoca della costruzione consentiva l'approdo anche alle più grandi delle navi allora in navigazione sul Po e rendeva agevoli le manovre dei barconi e il trasbordo delle merci.


Rozzano in prossimità degli edifici dell'ex riseria Inverni

Benché costruito attraverso un territorio già ben adacquato da secoli, il naviglio Pavese lascia sul suo percorso i tre quinti dell'acqua ricevuta a Milano e ciò ha permesso l'irrigazione di altri cinquemila ettari di coltivazioni estive e di cento ettari di prato perenne, attraverso venti bocche permanenti e cinque stagionali. L'intero naviglio è munito di solo tre scaricatori, il primo allo scavalcamento del Lambro meridionale, il secondo a porta Stoppa ed il terzo direttamente in Ticino.


Rozzano l'ex Filature De Schappe

Ogni conca, in uscita, è scavalcata da un ponte in modo tale che il canale disponga in ogni suo tratto di alzaie su ambo le sponde, a garanzia di navigabilità continua e di facilità di accesso per la manutenzione e le eventuali riparazioni. La scelta di costruirlo a fianco della "strada postale per Pavia e Genova" (lasciandola in sponda sinistra fino a Binasco e successivamente in sponda destra) fu in parte dettata da questa esigenza, sebbene la principale fosse quella di far coincidere gli attraversamenti dei numerosi corsi d'acqua trasversali con quelli già costruiti per la strada che era ogni volta sottopassata con tombe e sifoni.


Rozzano, le case operaie costruite negli anni '20 da Filature De Schappe

Tra Milano e Pavia il Naviglio non incontra grossi centri urbani, con l'eccezione di Rozzano che attraversa marginalmente nella frazione occidentale di Valleambrosia. Neppure vi sono, a specchiarsi nelle sue acque, le residenze di campagna di nobili o ricche famiglie milanesi, ma solamente molte cascine. Lasciato Milano, il Naviglio Pavese attraversa per un lungo tratto il Parco Agricolo Sud Milano e dall'altezza della circonvallazione filoviaria è accompagnato da una pista ciclabile che arriva fino al Ponte Vecchio di Pavia. Non è raro lungo l'itinerario, avvistare qualche airone cinerino o egretta biancae addirittura, in piena estate, ammirare il volo di una delle cicogne che nidificano nella zona.


Il Naviglio a Rozzano attraversa i campi coltivati a soia